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Per quali motivi dovresti pensare ad assicurarti?

Uno dei temi trattati all’ottava Edizione del Mese dell’Educazione Finanziaria 2025  intitolata “oggi per il tuo domani”, è quello delle assicurazioni.

L’Italia è significativamente meno assicurata rispetto alla media europea, con tassi che variano a seconda della fascia d’età e del tipo di polizza. Ad esempio, solo il 59% dei giovani italiani possiede una polizza, contro il 73% della media europea, e la percentuale di abitazioni assicurate è molto bassa (solo il 6%).

Quali sono i motivi di questa bassa copertura assicurativa?

Tra le ragioni principali in Italia, spiccano la percezione dei prodotti come troppo costosi, e una scarsa cultura e conoscenza in materia assicurativa. 

Assicurarsi vuol dire essere consapevoli che si è preparati a affrontare spese impreviste che possono riguardare la propria salute, eventi che potrebbero danneggiare la nostra casa, come eventi atmosferici o furti. 

Proteggere il proprio futuro è un atto d’amore per se stessi, e verso la propria famiglia.

Nel contesto del Mese rivolto dell’Educazione Finanziaria, possiamo cogliere questa opportunità: riflettere, informarsi, pianificare.

Quali coperture ho?

Quali rischi non ho considerato?

Quanto incide una mancata protezione sul mio bilancio, sul mio patrimonio, sui miei sogni?

Cosa significa per me “proteggere” davvero?

Ricordiamo che l’educazione finanziaria non è solo “risparmiare” o “investire bene”, è anche “proteggersi bene”. E questa protezione non è fine a se stessa, ma in funzione di una vita più serena. Una vita in cui possiamo pensare al domani con fiducia, non con ansia.

La serenità finanziaria è equilibrio tra rischio e protezione

La serenità finanziaria non nasce dal controllo totale – perché il futuro resta imprevedibile. Nasce dalla consapevolezza di poter affrontare anche ciò che non si può prevedere. È l’equilibrio tra rischio e protezione.

Mettere in atto una protezione, con pochi passaggi calibrati, può cambiare la storia: da “speriamo di farcela” a “so che ce la faccio, anche se…”
E in fondo, non è pessimismo. È amore – per noi, per coloro che amiamo, per i progetti che vogliamo vivere.

Futuro sereno: assicurarsi non è pessimismo, è responsabilità

Quante volte ci siamo sentiti dire, oppure lo abbiamo pensato, che fare un’assicurazione equivale a “chiamarsi la sfortuna”? La frase risuona giù nei corridoi della nostra mente: «Se ci assicuriamo, stiamo ammettendo che potrà capitare qualcosa di brutto». È un pensiero comprensibile, ma anche un fraintendimento che limita la nostra capacità di guardare al futuro con serenità.

La verità è che assicurarsi non significa vivere nel timore, ma scegliere di affrontare l’imprevedibile con lucidità e responsabilità. E se lo facciamo perché amiamo noi stessi, la nostra famiglia, le nostre relazioni, allora si trasforma in un gesto di cura.

L’assicurazione come strumento di serenità

Spesso l’assicurazione viene percepita come un costo addizionale. In realtà, è esattamente il contrario: è un investimento di prevenzione. Come indossare il casco in bicicletta o accendere l’allarme in casa non perché ci aspettiamo l’incidente, ma perché siamo consapevoli che se qualcosa dovesse accadere, sarebbe utile essere protetti.

Una copertura assicurativa ben calibrata ti permette di restare sereno anche quando l’imprevisto bussa: che sia una malattia, un danno alla casa, un problema legato al lavoro o alla famiglia. E questo significa non dover attingere ai propri risparmi, non dover liquidare un investimento, non dover rinunciare a un progetto per coprire una perdita.

Quando pensiamo all’assicurazione come strumento di serenità, vale la pena ricordare: non è paura, è prevenzione intelligente.

Le coperture essenziali nella vita reale

Non tutte le assicurazioni sono uguali e non tutte servono nello stesso modo per ciascuno di noi. Tuttavia, ci sono delle aree che nella vita quotidiana meritano una speciale attenzione. Vediamole insieme.

Salute. Le spese sanitarie sono una delle principali cause di tensione finanziaria nelle famiglie. Una polizza sanitaria integrativa può intervenire su visite specialistiche, esami, ricoveri, e può evitare che si debbano usare risparmi destinati ad altro. 

Casa. La casa è più di un bene materiale: è il luogo in cui costruiamo la nostra vita, i ricordi, la quotidianità. Danni come incendi, allagamenti, furti possono avere una ricaduta finanziaria importante. Avere una copertura adeguata significa non intaccare il patrimonio, non dover rinunciare a progetti per coprire imprevisti.

Lavoro e reddito. Nel mondo di oggi il lavoro è sempre più flessibile, incerto e soggetto a cambiamenti. Se un infortunio o una malattia lunga dovessero bloccare le entrate, una polizza che tutela il reddito o copre l’invalidità può fare la differenza tra conservare la stabilità o dover ricorrere a soluzioni drastiche.

Famiglia. Proteggere chi dipende da noi, figli, partner, genitori, è un atto di amore. Piani di tutela della vita, coperture vita temporanee, rappresentano una modalità concreta per lasciare serenità, non preoccupazioni.

In tutti questi casi, la chiave è scegliere ciò che serve davvero. Non lasciarsi persuadere da pacchetti generici o promesse altisonanti, ma costruire una protezione su misura. Come sempre nelle tematiche di educazione finanziaria, vale il principio: «serve ciò che serve», non «serve tutto».

Quanto costa (davvero) la sicurezza

Una delle obiezioni ricorrenti è: «Assicurarsi costa troppo e non ne vale la pena». Però, guardando i dati e le esperienze, spesso scopriamo che i costi sono più accessibili di quanto si pensi, se considerati come parte di un piano finanziario complessivo.

Nel bilancio familiare, è utile pensare: una copertura sanitaria integrativa da 20-25 euro al mese può alleggerire una spesa imprevista molto più elevata. Oppure una copertura casa dall’importo contenuto può evitare l’intaccamento del patrimonio destinato ad altri scopi. I dati dell’IVASS indicano che, nel 2024, l’incidenza dei premi danni era pari all’1,9% del PIL e quella vita al 5% del PIL.

In pratica: avere una copertura adeguata significa non entrare nella logica “se succede, vedrò come cavarmela”, ma dire: “ho pensato anche a questo”. E in un’ottica di educazione finanziaria, questo cambia la narrazione: da “speriamo non succeda” a “sono pronto a gestire se succede”.

Alla fine, il costo reale della serenità non è un lusso: è una scelta consapevole. E quando si calcola bene, può risultare un tassello integrato nella pianificazione, non un peso isolato.

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